La nuova legge elettorale e l’elezione del Presidente della Repubblica
Punti chiave della riforma e dell’elezione del Capo dello Stato
Ruolo del Presidente della Repubblica:
Il Capo dello Stato continuerà a essere eletto dal Parlamento in seduta comune. La riforma si concentra invece sull’elezione diretta del Presidente del Consiglio (il Premier).
Quorum per l’elezione:
Le regole per eleggere il Presidente della Repubblica rimangono quelle previste dall’Articolo 83 della Costituzione: maggioranza dei due terzi dell’assemblea per i primi tre scrutini e maggioranza assoluta (50% + 1) dal quarto scrutinio in poi.
Il nodo della legge elettorale:
La riforma Meloni prevede l’introduzione di un premio di maggioranza (attualmente ipotizzato al 55% dei seggi) per garantire stabilità al governo eletto.
Se una coalizione ottenesse il 55% dei seggi grazie al premio, supererebbe agevolmente la soglia della maggioranza assoluta richiesta dal quarto scrutinio per eleggere il Presidente della Repubblica.
Conseguenze: In questo scenario, la maggioranza di governo potrebbe effettivamente eleggere un proprio candidato “in autonomia”, senza dover cercare un compromesso con le opposizioni dopo il terzo voto.
Stato della riforma (Marzo 2026)
La riforma ha superato diverse fasi del suo iter parlamentare ma, trattandosi di una modifica costituzionale, se non approvata con la maggioranza dei due terzi in entrambi i rami del Parlamento, dovrà passare attraverso un referendum confermativo. Per monitorare gli sviluppi ufficiali, è possibile consultare le schede del Servizio Studi della Camera o il sito del Senato della Repubblica.
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Diciamo che sempre se una coalizione ha abbastanza voti in parlamento da esprimere un premier, allora ha la maggioranza assoluta e può esprimere un presidente della repubblica.
Non è così facile perché il voto è segreto e in esso hanno luogo molti intrighi politici. Ma tecnicamente anche il governo di oggi avrebbe i numeri, pur essendo un parlamento da Rosatellum.
Inoltre la legge elettorale non è una legge costituzionale, l’emanazione è espressione di parlamento e firma del presidente della repubblica. Non ci sarà un referendum.
La novità della legge è un sistema senza collegi uninominali, e che il premio di maggioranza va a una coalizione che supera il 40% dei voti espressi, oppure vince un ballottaggio tra le (due) coalizioni che superano il 35%.



